Comitato Civico Pro Montagna Materana

   |per la salvaguardia delle aree interne|

 



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domenica, 11 novembre 2007
 

Ci vuole qualche cosa … qualche cosa di più [03 novembre 2007]

La manifestazione in programma per oggi, che avrebbe potuto e dovuto segnare un punto importante alla causa della emancipazione delle nostre aree interne, si è tradotta, invece, in un momento di ulteriore riflessione.

Riflessione che non riguarda la passione che il comitato ed i cittadini stanno nuovamente mettendo sul campo, quanto piuttosto la volontà politica di accompagnare, stimolare e valorizzare la voglia che ha il popolo di recuperare dignità e compartecipazione nelle scelte.

Riflessione che, piuttosto, è figlia dell’uomo amministratore e della ipocrisia della politica.

Il compito dell’uomo politico, è quello di assicurare ai propri cittadini un adeguato stato di benessere, che parte dalla necessaria salvaguardia del diritto al lavoro, alla salute, alla sicurezza, al tempo libero, passa dalla edificante difesa del diritto di avere sogni e professare idee, e giunge alla adeguata tutela della dignità della persona.

È il principio ispiratore di ogni uomo politico. 

Certo è un cammino non agevole, irto di difficoltà, pregno di scelte difficili, di azioni scomode ma anche ricco di soddisfazioni quando, dopo fatiche e sacrifici, giunge al suo compimento, che è quello di migliorare le condizioni di vita.

In tale ottica, forse, si è svolto l’incontro di mercoledì tra i sindaci oggi presenti e il Direttore Generale della ASL n. 5, a quasi tutti noto con il nome di Pietro Quinto.

Incontro consigliato e procurato dal sindaco di Cirigliano, e appoggiato da altri sindaci, pur nella CONTRARIETÀ manifestata agli stessi sindaci dal comitato civico “Pro Montagna Materana”.

Il Direttore Generale, dopo un lunga difesa del proprio operato (non mancando, comunque, di segnalare, al riguardo, il non raggiungimento di alcuni obiettivi fissati nell’accordo dell’ottobre 2006) e dopo aver registrato le posizioni dei sindaci del comprensorio (alcuni nella veste di difensori d’ufficio dell’operato del Direttore Generale), compreso il sindaco del comune di Pisticci, nella sua veste di Presidente della Conferenza dei Sindaci, ha ascoltato le ragioni della protesta portate avanti dal comitato civico.

L’incontro ha posto in evidenza varie posizioni… vi è stato chi ha difeso la propria immagine, ed il danno che poteva derivarne dalla manifestazione di oggi, chi ha difeso i posti di lavoro… chi, invece, ha difeso la dignità delle persone.

La conclusione della riunione, avvenuta in tarda serata, ha segnato, da un lato, il sostanziale DISIMPEGNO dalla manifestazione di oggi (3 novembre 2007) da parte dei sindaci, vista l’apertura del dirigente a nuove ed alternative soluzioni, e dall’altro il futuro percorso della protesta che il comitato civico porterà avanti.

Tre, sostanzialmente, sono gli elementi che il comitato ricava dalla citata conclusione: uno politico, uno legato a responsabilità di gestione, e, infine, ma non ultimo, uno morale.

Sul piano POLITICO, la riunione ha fatto registrare, ancora una volta, una convergenza e condivisione del problema anche da parte dei sindaci dei comuni di Accettura, Aliano, Cirigliano, Craco, Gorgoglione, San Mauro Forte e Pisticci oltre che di Stigliano, disposti a:

 

1) destinare alla struttura ospedaliera, pur di ripristinare, nell’immediato, la piena funzionalità delle sale operatorie e i connessi servizi di chirurgia generale e urologia e pronto soccorso, le risorse derivanti dalle royaltis dell’estrazione petrolifera, o in alternativa le risorse procurabili dai propri bilanci;

 

2) richiedere con forza e convinzione un nuovo Piano Sanitario Regionale che individui ed indichi in “OSPEDALE DI MONTAGNA” l’attuale ospedale di Stigliano (che il comitato vorrebbe venisse chiamato ospedale della Montagna-collina Materana), dove troveranno collocazione tutti i reparti, compresi quelli attualmente dismessi (pediatria, ginecologia, ortopedia) e sopratutto, la piena funzionalità del pronto soccorso attivo (PSA).

 

Sul PIANO GESTIONALE (quello che compete al Direttore Generale della ASL n. 5) la riunione ha fatto registrare un impegno determinato ed indefettibile a realizzare nei tempi e nei modi indicati i seguenti interventi:

 

1) IMMEDIATA messa in sicurezza delle sale operatorie, non appena ricevuti i fondi, con la connessa riattivazione delle prestazioni di chirurgia generale e urologia;

 

2) INDIZIONE, entro 15 giorni dall’avvenuta comunicazione del decreto di destinazione dei fondi, della gara per la realizzazione dell’elisuperficie;

 

3) MESSA IN REGIME (con tutte le professionalità, strutture e strumentazioni esclusivamente dedicate) entro un anno da oggi dei reparti di HOSPICE (da 8 posti letto a 18), LUNGODEGENZA RIABILITATIVA (da 6 posti letto a 12), LUNGODEGENZA SEMPLICE (da 12 posti letto a 18) trasferimento della TAC (da Policoro a Stigliano), oltre agli interventi già programmati (come quello relativo alla cura dell’Alzheimer).

 

Sul piano MORALE:

 

1) LA PIENA LEGITTIMAZIONE della protesta messa in atto dal comitato civico “montagna materana” (che, si ricorda, è composto da rappresentanti dei paesi di tutta l’area);

 

2) IL COINVOLGIMENTO DEI SINDACI, che si esprime nella condivisione del programma di protesta tracciato dal comitato civico, solo momentaneamente sospesa.

 

In conclusione, sono CHIARI ed INDISCUTIBILI gli impegni assunti dai vari attori della vicenda, siano essi politici, di gestione e, soprattutto, morali.

Lo sforzo che il Comitato ha profuso in questo periodo è stato (e sempre sarà) quello di elevare la protesta da una dimensione limitata, circoscritta, ad una dimensione di area, di comune appartenenza, in virtù di una soggezione a comuni problemi.

Così, le conquiste, nel campo socio sanitario da parte di molti sindaci dei comuni limitrofi, pensiamo, ad esempio, alla istituzione della guardia medica nei comuni di Accettura, Gorgoglione, Cirigliano, che in un’ottica di area sono le conquiste di tutti e che da tutti devono essere difese, non possono e non devono rappresentare il punto di arrivo, ma un punto di partenza verso un sistema di area che guardi alla tutela e salvaguardia del fondamentale diritto alla salute. A poco servirebbe, infatti, una tempestiva diagnosi, da parte della guardia medica, senza una altrettanto tempestiva cura.

Ora, la richiesta che questo comitato civico rivolge ai sindaci è quella di condividere e, soprattutto, sottoscrivere i seguenti punti che il comitato ha individuato:

 

1) convocazione urgente dei rispettivi consigli comunali aperti per approvare, INTEGRALMENTE, il presente documento, ciò per far comprendere alla Giunta regionale non soltanto che i tempi per adottare provvedimenti possono essere, se si vuole, certi e celeri, ma anche per far comprendere la risoluta volontà del popolo della Montagna materana);

 

2) per evitare ulteriori perdite di tempo, è fissata a sabato 17 novembre, quella manifestazione di massa già prevista per oggi, con la partecipazione in prima persona dei sindaci e dei rispettivi consigli comunali, in assenza di un incontro trai i sindaci e la Giunta regionale, incontro teso a discutere, affrontare e RISOLVERE le problematiche oggetto del presente documento;

 

3) ove l’incontro con la Giunta regionale non segni un punto di svolta nella politica socio sanitaria o peggio non si realizzi dopo aver concretizzata la annunciata manifestazione, CHIEDIAMO ai consigli comunali di mettere sul campo iniziative politiche forti fino alle dimissioni dei rispettivi consigli comunali.

 

STIGLIANO 3 NOVEMBRE 2007

Postato da:ccpmm | 10:17 | commenti
 

E accordo fù [03 novembre 07]

SOSPENSIONE MANIFESTAZIONE DI SABATO 3 NOVEMBRE

 

L’incontro voluto dal Direttore Generale della ASL n. 5, procurato dal sindaco di Cirigliano (per ammissione dello steso Direttore ) e appoggiato da altri sindaci, pur nella CONTRARIETÀ manifestata agli stessi dal comitato civico “Pro Montagna Materna” si è tenuto ieri, 31 ottobre 2007.

Il Direttore Generale, dopo un lunga difesa del proprio operato e dopo aver registrato le posizioni dei sindaci del comprensorio, compreso il sindaco del comune di Pisticci, nella sua veste di Presidente della Conferenza dei Sindaci, ha ascoltato le ragioni della protesta portate avanti dal comitato civico.

Vi è stato chi ha difeso la propria immagine, ed il danno che poteva derivare dalla manifestazione, chi ha difeso i posti di lavoro chi ha difeso la dignità delle persone

La conclusione della riunione, avvenuta in tarda serata, ha segnato, da un lato, il sostanziale DISIMPEGNO dalla manifestazione di sabato 3 novembre espresso dai sindaci, vista l’apertura del direttore a nuove ed alternative soluzioni, e dall’altro il futuro percorso della protesta che il comitato civico porterà avanti.

Tre, sostanzialmente, sono gli elementi che il Comitato civico ha ricavato dalla citata conclusione: uno politico, uno legato a responsabilità di gestione, e, infine, ma non ultimo, uno morale.

 

Sul piano POLITICO, la riunione ha fatto registrare una convergenza e condivisione del problema anche da parte dei sindaci dei comuni di Accettura, Aliano, Cirigliano, Craco, Gorgoglione, San Mauro Forte e Pisticci oltre che di Stigliano, disposti a:

 

1) destinare alla struttura ospedaliera, pur di ripristinare, nell’immediato, la piena funzionalità delle sale operatorie e i connessi servizi di chirurgia generale e urologia e pronto soccorso, le risorse derivanti dalle royaltis dell’estrazione petrolifera, o in alternativa le risorse procurabili dai propri bilanci;

 

2) richiedere con forza e convinzione un nuovo Piano Sanitario Regionale che individui ed indichi in “OSPEDALE DI MONTAGNA” l’attuale ospedale di Stigliano (che il comitato vorrebbe venisse chiamato ospedale della Montagna-collina Materana), dove troveranno collocazione tutti i reparti, compresi quelli attualmente dimessi (pediatria, ginecologia, ortopedia) e sopratutto, la piena funzionalità del pronto soccorso attivo (PSA).

 

Sul PIANO GESTIONALE (quello che compete al Direttore Generale della ASL n. 5) la riunione ha fatto registrare un impegno determinato ed indefettibile a realizzare nei tempi e nei modi indicati i seguenti interventi:

 

1) IMMEDIATA messa in sicurezza delle sale operatorie, non appena ricevuti i fondi, con la connessa riattivazione delle prestazioni di chirurgia generale e urologia;

 

2) INDIZIONE, entro 15 giorni dall’avvenuta comunicazione del decreto di destinazione dei fondi, della gara per la realizzazione dell’elisuperficie;

 

3) MESSA IN REGIME entro un anno da oggi dei reparti di HOSPICE (da 8 posti letto a 18), LUNGODEGENZA RIABILITATIVA (da 6 posti letto a 12), LUNGODEGENZA SEMPLICE (da 12 posti letto a 18) trasferimento della TAC (da Policoro a Stigliano), oltre agli interventi già programmati (come quello relativo alla cura dell’Alzaimer).

 

Sul piano MORALE:

 

LA PIENA LEGITTIMAZIONE della protesta messa in atto; dal comitato civico “montagna materna” (che, si ricorda ,è composto da rappresentanti dei paesi di tutta l’area);

 

IL COINVOLGIMENTO DEI SINDACI, compreso il sindaco di Pisticci, nella veste di Presidente della Conferenza dei Sindaci, che si esprime nella condivisione del programma tracciato dal comitato civico di portare la protesta, nei modi e nelle forme delineate per quella che era in programma per sabato, direttamente alla sede della Giunta regionale ove, la stessa, entro un termine, ragionevole, di 7 giorni, non avesse fissato una data certa per discutere affrontare e risolvere le problematiche oggetto del presente documento.

 

In conclusione, sono CHIARI ed INDISCUTIBILI gli impegni assunti dai vari attori della vicenda, siano essi politici, di gestione e, soprattutto, morali,.

Da parte sua il comitato civico vigilerà sulla realizzazione puntuale di tutti gli impegni assunti, AVVISANDO FIN D’ORA CHE LA PROTESTA E LE CONNESSE AZIONI SONO TEMPORANEAMENTE SOSPESE MA CHE RIPRENDERANNO CON ANALOGO VIGORE OVE SOLO UNO DEI CITATI ATTORI VENGA MENO ALLE SUE RESPONSABILIÀ.

 

IL COMITATO CIVICO 

Postato da:ccpmm | 10:16 | commenti
 

Mission del dipartimento [19 ottobre 07]

 

Illustrare, i motivi per i quali si è indetta quatta assemblea pubblica è DOVEROSO, oltre che opportuno, nei confronti della collettività dell’intera montagna materna.

All’indomani della notizia che riguardava la chiusura delle due sale operatorie, effetto delle verifiche tecniche disposte sulle stesse dalla direzione generale della ASL n. 5 per riscontrarne l’efficienza e la idoneità, l’amministrazione comunale, mostrando sensibilità al problema, convocò, alla presenza dei sindaci e rappresentanti dei comuni dell’area, un consiglio comunale aperto, al fine di individuare metodologie, strategie, comportamenti da assumere per giungere con tempestività ed oculatezza alla soluzione del problema.

Prima conseguenza fu la nascita e costituzione di un comitato civico che, oggi, prende il nome di comitato “Pro Ospedale”.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica e mostrare una esistenza (spesso negata o sottovalutata) agli organi della ASL n. 5, fu costituito presso la struttura ospedaliera un presidio permanente, h24, che vide, la presenza del personale sanitario, degli amministratori, dei segretari politici locali e delle energie della cosiddetta società civile.

Tale coesistenza tra le forze sociali ed i rappresentanti dell’attuale amministrazione, nel lodevole intendimento di muoversi come unico corpo, anziché accelerare la soluzione del problema, di fatto ne ha decretato il rallentamento..

Si usa dire che i tempi della politica sono tempi lunghi. La politica è ragionamento, mediazione…., la politica è proposta, la politica è incontro, la politica è confronto …

Incontro… confronto, ma tra chi? Tra i rappresentanti locali e quelli provinciali e/o regionali? Tra gli amministratori e la collettività?

A ben vedere, dal mese di giugno ad oggi, i politici locali, per loro stessa ammissione, hanno avuto incontri (ufficiali) con i delegati regionali solo in una occasione, trascorrendo il rimanente tempo in attesa di ulteriori aperture regionali (delle quali ora si chiede conto) mancando di aggiornare la collettività sugli sviluppi o stagnazioni dell’azione intrapresa.

Nel frattempo (cioè dal giorno della comunicazione della chiusura delle sale operatorie ad oggi) varie notizie, vere o false, si sono susseguite ed inseguite,  destando allarme e preoccupazione o tranquillità e ottimismo.

L’assenza di aggiornamenti da parte dell’amministrazione comunale ha fatto sorgere la necessità per il comitato, da un lato di sollecitare l’amministrazione ad un momento di ulteriore confronto, dall’altro di invitare la popolazione, sovrana e destinataria delle altrui decisioni, ad assumere conoscenza del problema e responsabilità nelle decisioni, anche e soprattutto, nella considerazione che la politica è, prima di tutto, rappresentanza.

L’aver delegato, giustamente, la soluzione dei problemi della sanità (e non solo) ad altre persone, in ossequio al richiamato principio di rappresentanza, non può e non deve però sottrarre spazio ad iniziative popolari tese alla salvaguardia, alla tutela alla rivendicazione di prerogative e diritti da troppo tempo sopiti.

Come se, per il caso che stiamo trattando, il decidere dove ricoverarsi o dove ricevere assistenza e cura fosse una scelta dell’amministratore di turno piuttosto che del paziente.

Il sopravvento della razionalizzazione dell’offerta sanitaria ha fatto sì che i nostri amministratori del passato (ma speriamo non anche del presente o del futuro) abbiano accettato, e per il loro tramite noi stessi, quasi passivamente nel corso del 2001, la soppressione del reparto di ortopedia.

Sempre in virtù del sopra citato concetto della razionalizzazione, ancora una volta abbiamo subito la chiusura dei reparti di Ginecologia e Pediatria.

Ora il trionfo dei ricavi sui costi si corona con la paventata ipotesi di soppressione del reparto di chirurgia e con esso il collegato reparto di urologia che vede nella temporanea chiusura delle sale operatorie, un passaggio strategico, forse obbligato ma decisivo.

In tale prospettiva l’attenzione dimostrata dal direttore generale della nostra ASL è stato esemplare.

Ma egli si è contraddistinto anche per la prontezza con la quale ha posto rimedi a varie critiche situazioni.

Lodevole, ad esempio, il suo tempismo dimostrato quando, in assenza dei requisiti minimi di compatibilità del mantenimento delle attività chirurgiche con l’esigenza di garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori, ha decretato la chiusura delle sale operatorie.

Così come lodevole è la programmazione degli interveti strutturali e non in campo sanitario, meglio nota come PAL, piano attuativo locale, al quale egli ha fattivamente partecipato. In tale documento viene privilegiata la tutela della patologia cronica piuttosto che di quella acuta, visto l’irrimediabile processo di invecchiamento cui va incontro la popolazione della Montagna materana.

Ora, se il dirigente dovesse sostenere di aver raggiunto tutti i punti programmatici dettati dal pal o dalla politica, lo invitiamo a seguire tre semplici, doverosi ed opportuni suggerimenti:

in relazione al dono della preveggenza di cui il dirigente e gli organi politici sembrano dotati, si attivi (il dirigente) per decretare la morte biologica, prima ancora che psicologica, delle aree interne, ritardando ancora di più se possibile, la realizzazione di un elisuperficie o l’attribuzione di un autentico punto di primo o pronto soccorso (d’altra parte, raggiungere tale obiettivo, cioè quello della morte biologica, non è così difficile, basti pensare che per essere soccorsi dall’eliambulanza, bisogna trascorre, in ambulanza, circa 15 minuti per raggiungere il primo punto di atterraggio privo di rischio, sempre che non sia nevicato o che nel frattempo, le strade non siano franate);

si avvii, inoltre, la chiusura delle scuole superiori e, perché no, anche di quelle inferiori…trasferendo le stesse, magari a Tinchi o Policoro (tanto…. si tratta solo di dare una spintarella ad un processo che appare incontrovertibile);

da non sottovalutare, poi, l’ipotesi di richiedere al Ministro degli Interni la chiusura della locale stazione dei Carabinieri  (stante la prevalenza di popolazione ultra sessantacinquenne, poco propensa a delinquere o a commettere omicidi).

Se non fosse per la gravità della situazione, potremmo anche riderci sopra, ma la verità è che l’onnipotente dirigente ha smarrito la strada, dimenticando che egli è e deve essere un semplice, umile esecutore di progetti che attengono al piano della politica e non a quello della gestione.

Risponda, in tale ottica, il dirigente delle lacune che la stessa commissione tecnica ha evidenziato quando ha rilevato l’assenza di manutenzione di molti impianti dedicati alle sale operatorie.

Risponda il dirigente dei numerosi ed assai frequenti disservizi che la struttura ospedaliera offre, con tanta attenzione, alla popolazione della montagna materana.

Così come sarebbe opportuno rispondere, dettagliando i motivi per i quali, pur in presenza di una raccomandazione della stessa commissione tecnica, il dirigente ha ignorato e continua ad ignorare che i tempi di percorrenza che separano la struttura ospedaliera di Stigliano da quella più vicina (Policoro), cronometrata dalla commissione tecnica in 50 minuti, contravvengono alle più elementari attenzioni che meriterebbe la tutela della salute, pena seri o definitivi rischi per la salute.

Ove ordini impartiti dall’alto fossero illegittimi o peggio illegali, ma anche semplicemente immorali, dovrebbero imporre, ad un tecnico coscienzioso, dotato di alto senso del dovere e di responsabilità, di rifiutarsi di eseguirli anche a costo di dimettersi.

Ove invece tali iniziative avessero come autore lo stesso dirigente….beh… allora bene farebbe la politica a rimuoverlo immediatamente.

Nell’uno e nell’altro caso non sembra esserci altra alternativa alla immediata SOSTITUZIONE dell’attuale dirigente.

La politica, invece, pur nelle differenziazioni e nelle opportunità delle scelte, è tenuta, obbligata a tutelare l’integrità dell’offerta sanitaria.

Di fronte ad un processo di invecchiamento l’impresa privata, per vocazione indirizzata all’UTILE, opera scelte legate alla realtà territoriale. Indirizzerà, le sue attività, la sua produzione in coerenza con quella che è la domanda locale.

Ma la politica è altra cosa. La politica dovrebbe impegnarsi a rimuovere gli ostacoli che si frappongono allo sviluppo integrale di un territorio, piuttosto che accompagnare, con rassegnazione o incrementare con calcolo il declino di un’intera area.   

Vi rassicuriamo, comunque, …all’esame del comitato non vi è solo la protesta.

Attendendo risposte concrete in primis dalle amministrazioni comunali e poi dalla cittadinanza sulle azioni o iniziative da intraprendere, garantiamo che stiamo lavorando per presentare una proposta utile, coerente e sostenibile, senza abbandonare l’attualità, sulla quale, per tutelare la dignità delle persone, stiamo valutando tutte le forme di tutela giuridica contro atti e fatti di sopraffazione ed arroganza.

La “Missione” principale di un ospedale è quella di assicurare adeguati livelli di assistenza anche e soprattutto nell’emergenza, dal territorio sino alla definitiva collocazione del paziente, con un percorso privo di interruzioni della delicata catena della sopravvivenza.

Postato da:ccpmm | 10:14 | commenti
 

Atto di denuncia sanità a Stigliano [12 ottobre 2007]

 

Al Presidente della Repubblica

Al Ministro della Sanità

Al Consiglio Regionale della Basilicata

Al Presidente della Giunta Regionale della Basilicata

All’ Assessore Regionale della Sanità

Al Direttore Generale della ASL n. 5

Al Presidente della Provincia di Matera

Alle Testate Giornalistiche

“La Nuova Basilicata ”

“La Gazzetta del Mezzogiorno”

“II Quotidiano”

 

DENUNCIASI ABBANDONO COLLINA MATERNA

 

II comitato Civico “Pro Ospedale”, sorto spontaneamente in difesa del locale Nosocomio di Stigliano (MT) e del più fondamentale dei diritti dell’uomo costituzionalmente garantito: il diritto alla salute

 

DELUSO

 

dalle tante promesse create (ma, nei fatti e nelle intenzioni che trapelano disattese) sulla efficienza e potenziamento delle strutture peculiari di un presidio Ospedaliero

 

DENUNCIA

 

il totale disinteresse della classe Politica Regionale alle numerose e giustificate istanze, ma, soprattutto, alle denunce che da più parti si sono levate per rendere noto lo stato di totale abbandono delle aree interne, e, per esse, del presidio ospedaliero di Stigliano. Disinteresse che però si è sostanziato e si sostanzia nella subdola e scientifica manovra (rectius impegno) della direzione Generale della competente ASL N° 5 ad originare con indiscutibile (ma anche sfacciata) maestria continui disagi ed inefficienze nella erogazione dei servizi essenziali, che acuiscono di fatto la già precaria situazione delle cc.dd. Aree Interne, sempre più abbandonate al loro inesorabile destino

 

STANCO

 

ma assolutamente determinato a difendere i primari diritti

 

COMUNICA

 

con estrema franchezza e fermezza, che nella denegata ipotesi in cui le sacrosante richieste continueranno a rimanere disattese assumerà, con l'intera Popolazione della Collina Materna, tutte le iniziative più idonee alla risoluzione del problema, ammonendo sin d’ora che la responsabilità di atti incontrollabili avrà un unico “RESPONSABILE”: VOI, CLASSE POLITICA SORDA, attenta alle aree interne solo ed esclusivamente in occasione delle tornate elettorali per poi puntualmente… IGNORARLE.

Postato da:ccpmm | 10:13 | commenti


sabato, 03 novembre 2007
 

BENVENUTI!

Ecco, si parte!!! Il "Comitato Civico Pro Montagna Materana" da oggi on-line con documenti, approfondimenti, novità e soprattutto, ce lo auguriamo, i vostri commenti.

Buona lettura.